Io sono Primavera

Curvo, chiuso, solo.
Corteccia grigia, opaca, fredda.
Tutto è fermo.
Tutto è desolazione.
Inverno.
Poi un formicolio
piccolo, quasi impercettibile.
Poi un’energia
strisciante, lentissimamente prorompente.
Poi un dolore
lancinante, insistente, presente.
Una spinta ad aprirmi,
a cedere all’esterno,
verso l’alto,
verso l’altro.
È un dolore che mi trasforma
È un dolore che mi forma.
Sono io e non sono più io.
Sono luce aria colori.
Sono petali profumi incanto.
Sono bellezza
movimento
vita.
Io sono primavera.

Antonella Colucci

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FILAMENTO NEL FIRMAMENTO

E non lo so perché
a noi è dato di sognarti e poi perderti.
Non lo so perché
ci è dato di sentirti in grembo
palpitante fremito
ascoltare commossi prepotente il tuo battito
galoppante
e galoppare verso la vita,
verso di noi,
crescere come rotondità
e poi assistere alla frana della disfatta,
distruzione di rosso sovrano
e vischiosa melma di muchi
che racchiude te,
un puntino,
una miniatura perfetta.

Non lo so perché
a me, a noi, è toccato il destino di dire
“Nemmeno questa volta la vita è”,
di assistere alla morte
di vivere il corpo che non genera
di fallire il volo
e ricadere sulla dura terra
dopo aver intessuto ali di sogno.

Amore senza nome e senza volto,
senza sesso e senza vita,
per il mondo tu sei un volo non volo,
ma per mamma e papà
tu sei stato, sei e sarai
presenza,
nel futuro che avrà i tuoi occhi
nella luce del sole di oggi
nel nostro stesso respiro.

Non lo so perché
a noi tessitori instancabili
ci è dato di vivere la tua morte.
Forse per intrecciare più saldamente
i fili di senso della vita.
E lì tu ci sarai
sempre e per sempre
filamento scintillante
a sconfiggere il buio che avanza
a essere barlume per chi verrà.

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